Ci sono pitture che non si impongono allo sguardo, ma lo avvolgono lentamente, come un profumo che si diffonde nell’aria. Le tele di Jean-Baptiste Bernadet abitano proprio questa soglia percettiva, dove l’immagine sembra nascere e dissolversi nello stesso istante. In occasione della sua nuova mostra a Shanghai, l’artista francese porta avanti una ricerca che trasforma la pittura in un’esperienza atmosferica, sospesa tra presenza e sparizione. I suoi dipinti, spesso paragonati a nuvole o vapori colorati, rifiutano una distinzione netta tra astrazione e rappresentazione. Campiture diffuse, vibrazioni cromatiche e forme senza contorni stabili costruiscono superfici “all-over” in cui ogni elemento ha lo stesso peso visivo. In questa apparente leggerezza si nasconde un equilibrio rigoroso, fatto di tensioni irrisolte e di una gestualità controllata che maschera il lavoro dell’artista dietro un senso di naturalezza. In Vetiver (Shanghai), i colori assumono la qualità di fumi luminosi: gialli esplosivi emergono dalla tela, mentre blu, verdi e viola sembrano fluttuare in cerca di un punto di approdo. Più che immagini da decifrare, queste opere sono stati percettivi, afterimage che restano impressi nello sguardo. Bernadet non dipinge il fumo: lo fa accadere, invitando il pubblico a sostare in uno spazio pittorico dove il tempo si dilata e la visione diventa esperienza sensoriale.
Otto artisti esplorano l’intimità del piccolo formato, trasformando pittura, scultura e segni quotidiani in visioni poetiche e atti di resistenza silenziosa.
Home and Beyond: la curatela come spazio di incontro e immaginazione globale
Il progetto di Hou Hanru esplora globalizzazione e appartenenza, trasformando la mostra in un laboratorio aperto tra arte, ricerca e scambio culturale.