Colori brillanti, atmosfere patinate e personaggi che sembrano usciti da uno schermo digitale: la nuova mostra di Oli Epp alla Perrotin di Shanghai porta in scena il lato più ambiguo della vita contemporanea. Nato a Londra nel 1994, Epp è noto per una pittura capace di combinare ironia, estetica pop e riflessione psicologica, raccontando le tensioni nascoste dietro il desiderio di perfezione e successo. Le sue figure, caratterizzate da teste sovradimensionate, arti deformati e superfici quasi artificiali, appaiono insieme divertenti e inquietanti. Attraverso scene di lusso, consumo ed eccesso, l’artista riflette su come tecnologia, social media e cultura dell’immagine influenzino il modo in cui costruiamo la nostra identità. L’estetica delle opere richiama volutamente quella degli schermi: immagini nitide, luminose e perfettamente controllate. I dipinti nascono infatti da schizzi intuitivi che vengono manipolati digitalmente prima di essere realizzati con olio, acrilico e aerografo. Dietro la superficie seducente emerge però una riflessione più fragile e complessa sulla solitudine, l’ansia e il bisogno di riconoscimento nella società contemporanea.
Con Youth Palace il museo diventa una scuola di libertà
Al Rockbund Art Museum, installazioni, workshop e opere partecipative trasformano il museo in uno spazio dove imparare, disimparare ed immaginare nuove forme di comunità.
A Shanghai la più grande mostra del secolo dedicata a Giorgio Morandi racconta il Maestro italiano oltre le nature morte, tra opere iconiche, rarità e materiali del suo studio.
Vemo Hang e Yi Wen: quando la natura diventa linguaggio visivo
Scultura e pittura si incontrano in una mostra che esplora la natura come sistema vivo, tra materiali industriali, forme organiche e nuove narrazioni visive.