Colori brillanti, atmosfere patinate e personaggi che sembrano usciti da uno schermo digitale: la nuova mostra di Oli Epp alla Perrotin di Shanghai porta in scena il lato più ambiguo della vita contemporanea. Nato a Londra nel 1994, Epp è noto per una pittura capace di combinare ironia, estetica pop e riflessione psicologica, raccontando le tensioni nascoste dietro il desiderio di perfezione e successo. Le sue figure, caratterizzate da teste sovradimensionate, arti deformati e superfici quasi artificiali, appaiono insieme divertenti e inquietanti. Attraverso scene di lusso, consumo ed eccesso, l’artista riflette su come tecnologia, social media e cultura dell’immagine influenzino il modo in cui costruiamo la nostra identità. L’estetica delle opere richiama volutamente quella degli schermi: immagini nitide, luminose e perfettamente controllate. I dipinti nascono infatti da schizzi intuitivi che vengono manipolati digitalmente prima di essere realizzati con olio, acrilico e aerografo. Dietro la superficie seducente emerge però una riflessione più fragile e complessa sulla solitudine, l’ansia e il bisogno di riconoscimento nella società contemporanea.
Otto artisti esplorano l’intimità del piccolo formato, trasformando pittura, scultura e segni quotidiani in visioni poetiche e atti di resistenza silenziosa.
Oltre 1.500 fotografie raccontano la Cina attraverso gli scatti di persone comuni, trasformando un archivio salvato dalla distruzione in un emozionante racconto collettivo.
Lina Bo Bardi, l'architettura che mette le persone al centro
La prima mostra nella Cina continentale dedicata a Lina Bo Bardi racconta un'architettura pensata per la vita, la comunità e la bellezza del quotidiano.
Una grande retrospettiva al Museum of Art Pudong racconta oltre cinquant'anni di progetti, idee e visioni del Pritzker Prize che ha trasformato l'architettura contemporanea.