La pittura può ancora insegnarci a rallentare. È questo il filo conduttore di House of Painting, la mostra con cui Jean-Philippe Delhomme presenta i suoi lavori alla Perrotin di Shanghai. Pittore, illustratore e scrittore francese, Delhomme ha trascorso oltre trent'anni raccontando la società contemporanea attraverso giornali, libri e campagne pubblicitarie. Solo negli ultimi anni ha scelto di dedicarsi quasi esclusivamente alla pittura, riscoprendo il valore dell'osservazione diretta. Nei suoi dipinti non ci sono fotografie né artifici digitali. Ogni opera nasce davanti al soggetto, realizzata in un'unica sessione di lavoro per catturare ciò che accade in un preciso istante: la luce che cambia su un paesaggio, il silenzio di uno studio, un volto, un vaso di fiori accanto ad una pila di libri o uno scorcio urbano. Soggetti semplici che, osservati con attenzione, acquistano un'intensità inattesa. Il percorso è un invito a riflettere sul significato stesso del dipingere oggi. Delhomme conserva lo sguardo curioso dell'illustratore e del cronista, ma lo trasforma in una meditazione sul tempo, sulla presenza e sul piacere di guardare davvero. In una città in continuo movimento come Shanghai, House of Painting invita a compiere un gesto sempre più raro: fermarsi, osservare e riscoprire la straordinaria poesia nascosta nelle cose più ordinarie.
L'artista cinese trasforma fiori, oggetti e ricordi in dipinti sospesi tra realtà e immaginazione, dove ogni dettaglio invita a guardare con occhi nuovi.
Al Long Museum di Shanghai, Wallace Chan trasforma il titanio in monumentali sculture che intrecciano mito, spiritualità e innovazione, invitando il pubblico ad un viaggio tra materia e immaginazione.