Un'anguria spaccata può raccontare una tragedia più di un volto. È da questa inversione di prospettiva che nasce The Stillness of Life, la nuova mostra di Natalia González Martín. L'artista spagnola guarda alla grande pittura del passato, ma ne sovverte le regole: le figure si dissolvono in frammenti, mentre frutti, tessuti e oggetti quotidiani conquistano il centro della scena. Le sue opere si muovono tra storia dell'arte e contemporaneità, trasformando la natura morta in uno strumento per riflettere sulla memoria e sul modo in cui costruiamo le immagini. In Pernicious Indulgence (Broken), ispirato a El Greco, il dramma religioso scompare quasi del tutto, lasciando in primo piano un cocomero infranto, simbolo insieme di violenza e vulnerabilità. In Important Trivialities, invece, grappoli d'uva e frutti maturi sostituiscono i volti dei protagonisti, suggerendo che sono proprio i dettagli apparentemente insignificanti a custodire il significato più profondo. Il risultato è una pittura silenziosa ma sorprendentemente eloquente, che invita a rallentare lo sguardo e a riscoprire la straordinaria forza narrativa delle cose più ordinarie.
Tra ghiacci antartici e atolli della Polinesia, l'artista trasforma il paesaggio in un'esperienza contemplativa che riflette sul tempo, la natura e il nostro posto nel mondo.
A Shanghai la più grande mostra del secolo dedicata a Giorgio Morandi racconta il Maestro italiano oltre le nature morte, tra opere iconiche, rarità e materiali del suo studio.