Con Nula, Irena Haiduk firma un progetto ibrido che è al tempo stesso film in produzione, mostra attiva ed esperimento sociale. In scena al Rockbund Art Museum di Shanghai, l’opera trasforma il museo in una “camera” che accumula, proietta e trasmette immagini e desideri. Ambientato nella Jugoslavia degli anni ’90, Nula racconta la disgregazione di una società tra guerra e inflazione, seguendo tre donne che si reinventano per sopravvivere. Le riprese, aperte al pubblico, coinvolgono i visitatori in un’economia partecipativa: ciascuno riceve una banconota simbolica e può entrare nel racconto assumendo ruoli e compiti. Il museo diventa così studio cinematografico e dispositivo narrativo, dove ogni presenza modifica la scena. Con la fotografia di Manuel Alberto Claro e tratto da un romanzo autofinzionale, Nula esplora come il desiderio e il valore si ridefiniscano nei luoghi dell’arte.
Tan Tian: l’Occidente come specchio dell’identità cinese
Tan Tian usa l’Occidente come specchio per interrogare l’identità cinese, sfidando i confini culturali con un’arte che invita al dubbio, all’empatia e al pensiero critico.
Con ritratti geometrici e sculture silenziose, Kinsella esplora l’identità psicologica, trasformando emozioni e tratti interiori in strutture visive dal forte impatto emotivo.
Bernar Venet, il peso della linea e la leggerezza del caos
La Galleria Perrotin di Shanghai accoglie una nuova mostra di Bernar Venet, Maestro della scultura concettuale che trasforma matematica, caos e gravità in arte.