La meraviglia della ceramica Sueki

La meraviglia della ceramica Sueki
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Sueki di Kamegata, Periodo Kofun/Asuka (VII secolo), Rinvenuto nel tumulo di Ichitsumachi-kofun, Prefettura di Hiroshima

Molto prima della raffinatezza delle porcellane o della cerimonia del tè, la storia della ceramica giapponese passa attraverso oggetti scuri, essenziali e privi di decorazione. Le ceramiche Sueki, prodotte tra il V e il XII secolo, rappresentano una delle trasformazioni più profonde della cultura materiale del Giappone antico. La mostra organizzata dal Tokyo Fuji Art Museum ricostruisce proprio questa lunga evoluzione attraverso reperti archeologici e manufatti provenienti da diverse regioni del Paese. La produzione Sueki nasce durante il Periodo Kofun, in un momento di forte trasformazione politica e culturale del Giappone antico. A differenza delle precedenti ceramiche Yayoi o Hajiki, modellate a mano e cotte a basse temperature, le ceramiche Sueki vengono realizzate al tornio e cotte in forni chiusi ad alta temperatura, una tecnologia introdotta dalla penisola coreana attraverso migrazioni e scambi culturali. Il risultato è una ceramica compatta, grigio-bluastra, spesso priva di smalti o decorazioni evidenti. Brocche, coppe, giare, contenitori rituali e recipienti funerari mostrano una ricerca formale costruita più sulla precisione delle proporzioni e sul controllo della materia che sull’ornamento. È proprio questa essenzialità a rendere oggi le ceramiche Sueki sorprendentemente contemporanee. La mostra segue l’evoluzione della produzione attraverso diversi secoli, mostrando come la tecnica si sia progressivamente diffusa in tutto il Giappone. Le ceramiche Sueki accompagnarono infatti la nascita di nuove strutture amministrative, religiose e funerarie durante la formazione dello stato giapponese centralizzato. Molti oggetti esposti provengono da siti archeologici legati a tombe Kofun e complessi religiosi buddhisti. Una parte importante del percorso riguarda anche il rapporto tra la tradizione Sueki e la successiva storia della ceramica giapponese. Tecniche di cottura, attenzione alla materia e gusto per le superfici non decorate influenzeranno infatti molte produzioni medievali e moderne, fino ad arrivare all’estetica wabi-sabi sviluppata secoli più tardi attorno alla cultura del tè.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo