Suikoden, 108 eroi dalla Cina al Giappone

Suikoden, 108 eroi dalla Cina al Giappone
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Utagawa Kuniyoshi, Lu Zhishen, uno dei 108 eroi del Suikoden, Circa 1827 | Courtesy © Tokyo Station Gallery

Una ribellione avvenuta nella Cina del XII secolo, trasformata nei secoli in romanzo, leggenda e repertorio inesauribile di immagini, arriva fino all'ukiyo-e, al manga e alla cultura popolare contemporanea giapponese. Dal 19 settembre all'8 novembre 2026 la Tokyo Station Gallery dedica una mostra al Suikoden, il romanzo cinese conosciuto in Occidente come I briganti o Sul bordo dell'acqua, seguendone la fortuna artistica dalla Cina imperiale al Giappone contemporaneo. Considerato uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese, il Suikoden si sviluppò tra il XVI e il XVII secolo a partire da racconti e tradizioni precedenti. La vicenda è ambientata alla fine della Dinastia Song settentrionale e ruota attorno a 108 fuorilegge che, guidati da Song Jiang, si raccolgono nella fortezza di Liangshan per opporsi ad un potere corrotto. Alla base del racconto si trova un episodio storico: la ribellione di Song Jiang del 1121. La mostra non ricostruisce semplicemente la trama del romanzo. Il percorso parte dalla cultura della Cina dei Song, attraverso ceramiche, calligrafie e dipinti, per arrivare alle edizioni illustrate di epoca Ming e Qing e seguire la progressiva costruzione visiva dei suoi protagonisti. Tra le opere figurano una celadon Ru dell'XI-XII secolo, calligrafie di Maestri come Mi Fu e dipinti legati alla rappresentazione della vita urbana e del paesaggio nella Cina imperiale. Il passaggio decisivo avviene quando il Suikoden raggiunge il Giappone nel XVII secolo. Tra Settecento e Ottocento traduzioni e adattamenti ne moltiplicano la popolarità. Kyokutei Bakin pubblica lo Shinpen Suikogaden con illustrazioni di Katsushika Hokusai e rielabora alcuni elementi del modello cinese nel Nansō Satomi Hakkenden. Ma è soprattutto Utagawa Kuniyoshi a fissare nell'immaginario giapponese i 108 eroi di Liangshan. La serie di stampe che gli diede notorietà, realizzata a partire dalla fine degli anni Venti dell'Ottocento, presenta guerrieri muscolosi, tatuaggi, combattimenti e scene costruite con una forte tensione narrativa. La mostra riunisce tutte le 74 stampe della serie oggi conosciute. Da quelle immagini il Suikoden si diffonde ulteriormente nella cultura visiva dell'epoca Edo, passando attraverso il kabuki, stampe satiriche, giochi, abiti e nuove versioni dei suoi personaggi. Gli eroi cinesi vengono progressivamente trasformati e adattati a modelli giapponesi, fino a generare genealogie figurative che sopravvivono ben oltre l'ukiyo-e. L'ultima parte arriva infatti al presente, con illustrazioni, tavole originali di manga, l'action painting di Kazuo Shiraga e costumi della serie televisiva del 2026 tratta dai romanzi di Kenzo Kitakata. Il Suikoden emerge così come una storia continuamente riscritta per immagini: dalla memoria di una rivolta medievale cinese ad un repertorio di eroi che il Giappone ha assorbito e trasformato per oltre tre secoli.
Paolo Mastazza - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo