Karamono, l’arte cinese in Giappone

Karamono, l’arte cinese in Giappone
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Contenitore per fiori con manici a forma di elefante, noto come "Kinenari", Cina, Dinastia Yuan, XIV secolo | Courtesy Sen-oku Hakukokan Museum di Tokyo

La storia della cerimonia del tè giapponese passa anche attraverso oggetti arrivati dalla Cina e trasformati, una volta entrati in Giappone, in modelli di gusto e prestigio. Dal 3 novembre al 13 dicembre 2026 il Sen-Oku Hakukokan Museum Tokyo di Roppongi presenta The Birth of Chinese Imports (Karamono): Exploring the Origins of Chanoyu Designs, una mostra che ricostruisce oltre tremila anni di scambi culturali tra Cina e Giappone attraverso bronzi, ceramiche, lacche, dipinti e utensili legati al tè. Il termine karamono indicava in Giappone gli oggetti provenienti dal continente asiatico, in particolare dalla Cina. Nel tardo Medioevo, quando la pratica del tè si sviluppò progressivamente nella forma del chanoyu, questi manufatti acquisirono un ruolo centrale. Importati, collezionati e selezionati secondo il gusto delle élite giapponesi, alcuni furono riconosciuti come meibutsu, "oggetti celebri", assumendo un valore che andava oltre la loro funzione originaria. La mostra risale alle origini di questa cultura materiale partendo da uno dei nuclei principali della collezione Sumitomo: gli antichi bronzi cinesi delle dinastie Shang e Zhou. Tra le opere esposte figura un recipiente rituale zun dell'XI secolo a.C., accostato ad oggetti realizzati molti secoli dopo. Il confronto permette di seguire la persistenza e la trasformazione di forme nate nell'antica Cina e successivamente reinterpretate all'interno della cultura del tè giapponese. Particolare attenzione è dedicata ai cosiddetti kobronze, vasi metallici utilizzati come contenitori per fiori. Tra questi compare il Kinenari, vaso con anse a forma di elefante prodotto in Cina durante la Dinastia Yuan nel XIV secolo. Il percorso mette in relazione questi manufatti con ceramiche e lacche, cercando elementi formali comuni tra materiali e tecniche differenti. Una sezione affronta inoltre, alla luce delle ricerche più recenti, le tecniche di fusione di questi bronzi, rimaste finora in parte poco conosciute. Accanto agli oggetti destinati alla pratica del tè compaiono opere come il dipinto del XIII secolo Autumn Field with Grazing Cattle, attribuito a Yan Ciping e classificato Tesoro Nazionale, e il contenitore per il tè Wakakusa, databile tra il XIII e il XIV secolo. Il percorso osserva così il karamono non semplicemente come una categoria di oggetti importati, ma attraverso il processo di selezione e reinterpretazione che contribuì a definire spazi, forme e criteri estetici del chanoyu in Giappone.
Paolo Mastazza - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo