Il Museum of Contemporary Art di Tokyo presenta Sol LeWitt: Open Structure, la prima grande retrospettiva pubblica in Giappone dedicata al pioniere americano del minimalismo e dell’arte concettuale. Curata da Ai Kusumoto in collaborazione con la LeWitt Estate, la mostra riunisce disegni murali, sculture modulari, opere su carta e libri d’artista, offrendo una panoramica sul pensiero e sul metodo di un artista che ha ridefinito l’idea stessa di creazione. Nato nel 1928 a Hartford, Sol LeWitt rivoluziona la nozione tradizionale di arte spostando l’attenzione dal gesto all’idea, dal prodotto finito al processo. Le sue celebri “wall drawings” vengono realizzate da assistenti seguendo istruzioni scritte, mentre le sue “structures”, basate su moduli geometrici, esprimono un rigore logico che trasforma la forma in pensiero visibile. L’autore non è più colui che esegue, ma colui che concepisce. Il titolo Open Structure richiama la sua concezione dell’opera come sistema aperto e modulare: ogni forma rivela il proprio metodo di costruzione, ogni regola genera variazioni potenzialmente infinite. In mostra figurano lavori iconici come Incomplete Open Cube (1974) e Structure (One, Two, Three, Four, Five as a Square) (1978-1980), insieme a sei nuovi disegni murali realizzati appositamente per Tokyo, che consentono di osservare il processo di traduzione dall’idea all’immagine. Open Structure non è solo una retrospettiva, ma una riflessione sulla natura dell’arte concettuale e sul rapporto tra idea, forma ed esecuzione. Nel contesto giapponese, dove la relazione tra regola e libertà è un tema estetico ricorrente, l’opera di LeWitt trova una risonanza particolare. La mostra invita ad interrogarsi su quanto l’arte possa esistere indipendentemente dall’artista, e su come la serialità e la delega dell’esecuzione possano diventare strumenti di libertà anziché di distanza emotiva.
La leggenda dei Deep Purple rivive per una notte a Tokyo
I Deep Purple tornano in concerto a Tokyo con una data al Nippon Budokan nel tour Mad in Japan 2026. Il live celebra una carriera che ha segnato la storia dell’hard rock e il legame con il pubblico giapponese. Un appuntamento che attraversa decenni di musica e di concerti leggendari.
Lacrosse, dalle origini rituali agli stadi olimpici: il Mondiale femminile arriva a Tokyo
Nato come gioco rituale tra le popolazioni native del Nord America, il lacrosse è oggi uno sport olimpico in forte espansione globale. Dal 24 luglio al 2 agosto 2026 Tokyo ospiterà il Campionato Mondiale femminile, portando in Giappone uno degli eventi più importanti del calendario internazionale.
Il National Museum of Western Art presenta l’intera serie delle Thirty-six Views of Mount Fuji di Hokusai, riunita dalla Iuchi Collection. Le stampe mostrano il Fuji come presenza mobile, osservata da prospettive diverse e integrata nella vita quotidiana del Giappone dell’Ottocento. Un progetto unitario che ha trasformato il paesaggio in racconto visivo.
Il Japan Open Tennis Championships 2026 conferma il ruolo centrale di Tokyo nel circuito ATP, portando in Asia uno dei tornei più solidi e prestigiosi della categoria 500.