Prima della fotografia, l'incisione per raccontare l'arte italiana

Prima della fotografia, l'incisione per raccontare l'arte italiana
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Maestro della Decapitazione di San Giovanni Battista, Allegoria: Combattimento di animali in presenza di un uomo con uno scudo, 1515-1520, Incisione e puntinatura | Courtesy © The National Museum of Western Art, Tokyo

Prima della fotografia e della stampa moderna, il potere delle immagini passava attraverso rame, carta e torchio tipografico. Le incisioni prodotte nelle corti italiane tra Rinascimento e Barocco costituivano uno dei principali strumenti di diffusione della cultura visiva europea: immagini di sovrani, allegorie politiche, scene mitologiche, apparati effimeri e celebrazioni pubbliche circolavano tra città e corti contribuendo a costruire prestigio, propaganda e memoria. Myth, Allegory, and Celebration, organizzata dal National Museum of Western Art di Tokyo, affronta proprio questo universo iconografico attraverso stampe, incisioni e opere grafiche dedicate alla cultura delle corti italiane tra XVI e XVII secolo. Il progetto si concentra sul modo in cui l’immagine stampata contribuì alla costruzione dell’immaginario politico e artistico europeo in un periodo segnato dalla competizione tra dinastie, città e stati. Il percorso attraversa i grandi centri della cultura italiana rinascimentale e barocca, da Venezia a Roma, da Firenze a Mantova, mettendo in relazione arte, celebrazione pubblica e costruzione simbolica del potere. Allegorie della virtù, trionfi militari, feste di corte, apparati cerimoniali e scene mitologiche mostrano come la cultura figurativa fosse strettamente legata alla rappresentazione dell’autorità politica. Una parte importante della mostra riguarda la funzione delle incisioni come strumenti di circolazione internazionale delle immagini. Molte opere riproducevano dipinti, affreschi e decorazioni oggi perduti, contribuendo alla diffusione dei modelli artistici italiani in tutta Europa. Attraverso la stampa, linguaggi figurativi elaborati nelle corti italiane raggiunsero collezionisti, artisti e intellettuali ben oltre i confini della penisola. Il progetto dialoga anche con la collezione permanente del National Museum of Western Art, che conserva importanti nuclei di arte italiana tra Rinascimento e Settecento. Opere di artisti come Paolo Veronese, Giovanni Paolo Panini e Bartolomeo Manfredi testimoniano il ruolo centrale della cultura visiva italiana nella formazione della collezione del museo giapponese.
Veronica AzzariVeronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo