La ricerca di Anahita Razmi si sviluppa lungo le linee di frattura tra culture, linguaggi e sistemi di rappresentazione, interrogando il modo in cui immagini e simboli circolano, si trasformano e producono nuovi significati. Nata ad Amburgo da madre tedesca e padre iraniano, Razmi ha costruito una pratica che riflette una condizione di attraversamento culturale, facendo della migrazione dei codici visivi e dei gesti uno dei nuclei centrali del suo lavoro. Attiva tra video, fotografia, installazione e performance, l’artista lavora spesso per appropriazione e spostamento: immagini iconiche, riferimenti alla cultura popolare, movimenti codificati e narrazioni storiche vengono estratti dal loro contesto originario e ricollocati in nuovi scenari, dove assumono significati ambigui e talvolta contraddittori. Questo processo mette in crisi le categorie di autenticità, identità e appartenenza, rivelando le dinamiche di potere implicite nella produzione e nella circolazione delle immagini. Nel corso degli anni Razmi ha esposto in numerosi contesti internazionali, partecipando a grandi appuntamenti istituzionali e a mostre museali in Europa, Asia e nelle Americhe. La sua pratica si distingue per una combinazione di rigore concettuale e ironia sottile, capace di trasformare immagini familiari in dispositivi critici che interrogano stereotipi culturali, relazioni tra Oriente e Occidente e costruzione del mito contemporaneo. Con The Task of The Mythologist, in apertura il 17 gennaio 2026 alla Carbon 12 Gallery di Dubai, Razmi prosegue questa indagine sul potere delle narrazioni e sulla loro capacità di plasmare l’immaginario collettivo. La mostra si inserisce coerentemente in un percorso che invita lo spettatore ad osservare i miti non come strutture fisse, ma come organismi vivi, in continua riscrittura.
World Art Dubai si conferma come una fiera orientata alla scala e all’accesso diretto, più che alla selezione curatoriale. Con oltre 400 espositori, più di 10.000 opere e un pubblico di circa 15.000 visitatori, l’evento si afferma come uno dei principali appuntamenti del calendario artistico di Dubai, mettendo al centro l’incontro immediato tra arte e pubblico.
Art Dubai 2026 celebra la sua ventesima edizione confermandosi come piattaforma centrale per le pratiche artistiche di Medio Oriente, Nord Africa e Asia Meridionale. Tra sezioni curate e un articolato programma di talk, la fiera propone uno sguardo critico sulle geografie e le genealogie dell’arte contemporanea.
Il Museo Nazionale Zayed inaugurerà nel dicembre 2025 (TBC) ad Abu Dhabi, nello scenario in espansione del Saadiyat Cultural District. L’edificio, progettato da Foster + Partners, si distingue per cinque torri affusolate in acciaio ispirate alle ali del falco, simbolo identitario degli Emirati, e si prepara a diventare un nuovo punto di riferimento architettonico e culturale della regione.
Enrique Iglesias torna ad Abu Dhabi con un concerto all’Etihad Arena. La popstar latino-spagnola porta sul palco una carriera segnata da successi bilingue e conferma il ruolo della città come crocevia della musica internazionale.
The art of hospitality is a thread running through every experience at the Bvlgari Resort Dubai. Relaxing, thoughtful, and elevated, the new exclusive Bvlgari offers are crafted as refined multifaceted escapes capturing all the best of the Resort. A beautiful way to reconnect or immerse oneself in the distinctive charms of Dubai while experiencing unparalleled Italian hospitality in the heart of the UAE.