Il mito come linguaggio mobile

Il mito come linguaggio mobile
#Art
Anahita Razmi, I wanna be part of the Non-Aligned Movement, 2022 | Courtesy © Anahita Razmi

La ricerca di Anahita Razmi si sviluppa lungo le linee di frattura tra culture, linguaggi e sistemi di rappresentazione, interrogando il modo in cui immagini e simboli circolano, si trasformano e producono nuovi significati. Nata ad Amburgo da madre tedesca e padre iraniano, Razmi ha costruito una pratica che riflette una condizione di attraversamento culturale, facendo della migrazione dei codici visivi e dei gesti uno dei nuclei centrali del suo lavoro. Attiva tra video, fotografia, installazione e performance, l’artista lavora spesso per appropriazione e spostamento: immagini iconiche, riferimenti alla cultura popolare, movimenti codificati e narrazioni storiche vengono estratti dal loro contesto originario e ricollocati in nuovi scenari, dove assumono significati ambigui e talvolta contraddittori. Questo processo mette in crisi le categorie di autenticità, identità e appartenenza, rivelando le dinamiche di potere implicite nella produzione e nella circolazione delle immagini. Nel corso degli anni Razmi ha esposto in numerosi contesti internazionali, partecipando a grandi appuntamenti istituzionali e a mostre museali in Europa, Asia e nelle Americhe. La sua pratica si distingue per una combinazione di rigore concettuale e ironia sottile, capace di trasformare immagini familiari in dispositivi critici che interrogano stereotipi culturali, relazioni tra Oriente e Occidente e costruzione del mito contemporaneo. Con The Task of The Mythologist, in apertura il 17 gennaio 2026 alla Carbon 12 Gallery di Dubai, Razmi prosegue questa indagine sul potere delle narrazioni e sulla loro capacità di plasmare l’immaginario collettivo. La mostra si inserisce coerentemente in un percorso che invita lo spettatore ad osservare i miti non come strutture fisse, ma come organismi vivi, in continua riscrittura.
Paolo Mastazza - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Resort Dubai