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Diego Rivera e la nascita dell'arte moderna messicana
#Exhibitions
Diego Rivera, Mujer sentada con flores (Donna seduta con fiori), 1944, Olio su tela, 118 × 150 cm, Città del Messico, Colección de Arte BBVA México, Inv. CCB062 | © Banco de México

Prima dei grandi murales, c'era una domanda: quale volto dare al Messico moderno? La mostra Diego Rivera e la costruzione dell'arte moderna in Messico nel XX secolo, ai Musei Capitolini - Villa Caffarelli, parte da qui per raccontare non solo un artista, ma la nascita di un immaginario nazionale. Con oltre 140 opere, di cui trenta di Rivera, il percorso espositivo mette al centro il pittore che trasformò l'arte in una voce pubblica, capace di parlare ad operai, contadini, comunità indigene e cittadini comuni. Accanto a lui compaiono protagonisti decisivi come Frida Kahlo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo e Tina Modotti, in un racconto corale che attraversa tradizione, avanguardia e rivoluzione. La mostra segue quattro tappe: la formazione accademica di Rivera, gli anni europei e il dialogo con il Cubismo, il Rinascimento culturale messicano dopo la Rivoluzione e le ricerche che superarono il Realismo sociale. Ne emerge un'arte potente, popolare e cosmopolita, capace di fondere radici precolombiane, culture popolari e linguaggi moderni. Più che una retrospettiva, la rassegna è un viaggio dentro un'idea ancora attuale: l'arte non come lusso per pochi, ma come racconto condiviso di un popolo, della sua memoria e del suo futuro.
Viola Canova - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Roma