Katarium: narrazioni d’arte tra epoche e sguardi

Katarium: narrazioni d’arte tra epoche e sguardi
#Exhibitions
Artista sconosciuto, Vedute della città di Kyoto e dei suoi dintorni, Periodo Edo | Courtesy © Artizon Museum, Tokyo

Un’esposizione che pone al centro il racconto come forma di esperienza visiva. Il titolo nasce dalla combinazione di katari, “parlare, raccontare”, e il suffisso -arium, che indica uno spazio dedicato, per suggerire un ambiente in cui le narrazioni emergono dalle opere stesse e dal loro incontro. Il percorso espositivo invita il pubblico a prestare attenzione alla molteplicità delle storie insite nei lavori in mostra. Si ascoltano idealmente le intenzioni di chi ha concepito un’opera, si coglie il monologo interiore di un pittore nel proprio studio, oppure si interpretano le reazioni dei visitatori e i significati che si dispiegano davanti alle immagini e agli oggetti esposti. Tra le opere selezionate figurano paraventi commissionati da un daimyo nel periodo Edo, dipinti a olio dell’era Meiji e Taisho e pitture nihonga che raffigurano temi mitologici. Accanto a questi lavori storici si trovano stampe di Ben Shahn e segmenti di rotoli che un tempo formavano un’unica narrazione, come Detached Segment from the Deeds of the Zen Masters e Detached Segment of Caricatures of Animals. La disposizione delle opere permette di cogliere relazioni e contrasti tra periodi storici e linguaggi differenti, restituendo una molteplicità di voci e prospettive. In questo “spazio di narrazione” le immagini non sono isolate ma si rispondono l’una all’altra, invitando i visitatori ad immaginare i contesti e le vicende dietro le forme artistiche. Katarium non è una semplice antologia cronologica, ma una riflessione sul modo in cui l’arte racconti, evochi e trasmetta significati attraverso epoche e culture diverse.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo