Caravaggio e Milano: le nuove scoperte

Caravaggio e Milano: le nuove scoperte
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Il suo nome ricorda un paesino in provincia di Bergamo. E per molto tempo ci abbiamo creduto. Ma di recente i ricercatori hanno scovato la prova inconfutabile che Caravaggio nacque a Milano. Si tratta dell’atto di battesimo originale del pittore, rinvenuto nel Liber Baptizatorum della parrocchia di Santo Stefano in Brolo. Il Merisi, dunque, si affacciò alla vita nella città meneghina il 29 settembre del 1571: il giorno di San Michele Arcangelo, da cui il nome Michelangelo. Da Caravaggio, invece, venivano i suoi genitori e lo stesso artista, in giovanissima età, riparò insieme a loro nella terra d’origine per sfuggire alla peste. Fu solo una parentesi: il Maestro dell’ombra e della luce si formò a Milano, dove apprese i segreti del mestiere nella bottega di Simone Peterzano, nativo della Serenissima. Influenze venete e lombarde confluiscono così in una pittura nuova, che avrebbe presto rivoluzionato il rapporto tra arte e realtà. Ma il giovane Merisi è “d’ingegno torbido, et contentioso”: risse e “discordie” si sollevano al suo passaggio. Insomma, la terra gli scotta sotto i piedi e la passione per l’arte gli brucia il cuore. Prende così la via di Roma. Nulla resta delle opere realizzate a Milano. Ma la Pinacoteca Ambrosiana conserva la Canestra di frutta, dipinta per il cardinale Borromeo quando l’artista era già nella Città Eterna, e a Brera splende ancora la Cena di Emmaus.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano