Verso l’essenza della pittura: i Monocromi di Pino Pinelli

Verso l’essenza della pittura: i Monocromi di Pino Pinelli
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Prendiamo un dipinto, sottraiamo il soggetto (arte figurativa), l'espressione (arte astratta), il significato sotteso (arte concettuale). Che cosa resta? È la domanda che negli anni Settanta ha dato il via alla ricerca di Pino Pinelli, che insieme a compagni di viaggio come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani ha cercato con ogni mezzo di isolare l'essenza del fare pittura. Un momento speciale di questa avventura torna alla ribalta nella mostra Monocromo. Il colore come destino e come profezia, appena inaugurata da Dep Art Gallery. Dittici, trittici, polittici essenziali catturano lo sguardo con l'energia pura dei colori primari e i contrasti potenti tra i complementari. Un percorso alla scoperta delle potenzialità dell'elemento cromatico si dipana lungo 13 opere realizzate tra il 1973 e il 1976, in cui Pinelli interroga la superficie pittorica alla ricerca del “vibrato”, di uno “stato ansioso” del dipinto, di una profondità da attraversare. Indagini che preludono già alle future frontiere della pittura analitica: la rottura del quadro come entità composta da tela e cornice, e la sua disseminazione in frammenti sullo spazio della parete, nuova protagonista di una pittura espansa.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano