Quando divenne membro della Royal Academy Schools, Turner aveva 14 anni ed era già era noto al pubblico grazie a suo padre. William Gayone Turner, barbiere e fabbricante di parrucche, era talmente orgoglioso del figlio da esporne e venderne le opere nel suo salone di Covent Garden. Per la sua prima presentazione alla Summer Exhibition nel 1790, il pittore aveva scelto il suo primo olio su tela, un turbolento paesaggio marino. Pescatori in mare affascinava per la drammatica luce sprigionata dalla luna e per un grande virtuosismo che dava la mirabile illusione che le barche galleggiassero sospinte dal moto ondoso dell'acqua. In seguito il Maestro che elevò la pittura paesaggistica ad un livello tale da farla competere con quella storica, avrebbe presentato i suoi dipinti alla Royal Academy of Art per tutta la vita, contendendosi con Constable la supremazia del paesaggio. Turner sfruttava spesso il giorno del vernissage e vedeva nella possibilità di aggiungere gli ultimi ritocchi al proprio lavoro, un'opportunità per trasformare le sue tele di fronte a un pubblico entusiasta.
Per la prima volta, tutti i nove ritratti dipinti noti di Jan van Eyck sono riuniti alla National Gallery di Londra. Una mostra che indaga la nascita del ritratto moderno nei Paesi Bassi del Quattrocento. Tra identità, psicologia e nuove ricerche, i volti di un mondo che cambia.
La National Gallery dedica una mostra ai paesaggi di Ferdinand Georg Waldmüller. Un percorso che mette al centro l’osservazione diretta della natura e la costruzione rigorosa dell’immagine. Tra luce, stagioni e misura, il paesaggio diventa uno spazio leggibile e moderno.
La National Gallery dedica a Renoir una grande retrospettiva incentrata sul tema dell’amore nelle sue molte forme. Oltre cinquanta opere, inclusa Bal au Moulin de la Galette, arriveranno a Londra nell’autunno 2026. La mostra ripercorre la Parigi fin-de-siècle attraverso la vitalità sociale e affettiva raccontata dall’artista.
Una grande retrospettiva rilegge il sodalizio artistico e umano tra due figure centrali del Bloomsbury Group, restituendo alla loro opera una posizione decisiva nella modernità britannica.