Gainsborough secondo Shonibare

Gainsborough secondo Shonibare
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Thomas Gainsborough, Mr and Mrs Andrews, 1750 circa | Courtesy The National Gallery, London

Ci sono opere che sembrano appartenere per sempre alla storia dell'arte. E poi ci sono artisti che hanno il coraggio di rimetterle in discussione. È quello che accade alla National Gallery di Londra, dove il celebre Mr and Mrs Andrews di Thomas Gainsborough entra in dialogo con Mr and Mrs Andrews without their Heads di Yinka Shonibare, una delle reinterpretazioni più incisive dell'arte contemporanea. Dipinto intorno al 1750, il ritratto di Gainsborough è uno dei simboli dell'Inghilterra georgiana: una giovane coppia di proprietari terrieri posa con naturale sicurezza davanti ai propri campi, trasformando il paesaggio in una dichiarazione di ricchezza, proprietà e potere. Quasi due secoli e mezzo dopo, Shonibare riprende quella stessa scena, ma la svuota letteralmente della sua autorità: i due aristocratici perdono la testa e indossano gli ormai iconici tessuti wax africani, materiali che raccontano a loro volta una storia di colonialismo, commercio e identità culturali ibride. L'accostamento, presentato per la prima volta, non cerca il confronto tra antico e contemporaneo. Piuttosto dimostra come un capolavoro possa continuare a produrre nuove domande. Chi possiede la terra? Da dove nasce la ricchezza? E quante delle immagini che consideriamo "classiche" raccontano solo una parte della storia? Più che un omaggio a Gainsborough, la mostra è una conversazione tra due artisti separati da quasi tre secoli ma accomunati dalla capacità di osservare il proprio tempo. Se il pittore del Settecento fissava sulla tela le certezze della società britannica, Shonibare le rimette in gioco, mostrando che ogni immagine cambia significato quando cambia lo sguardo di chi la osserva. È una piccola mostra, costruita attorno a due sole opere, ma dimostra come, a volte, basti un confronto ben calibrato per riscrivere un'intera pagina della storia dell'arte.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel London