Archeologia del quotidiano

Archeologia del quotidiano
#Art
Matt Macken, Shithead, 2025 | © Matt Macken | Courtesy Matt Macken e Saatchi Gallery

Alla Saatchi Gallery di Londra prende forma Domestic Relics, una mostra collettiva che riunisce un gruppo di artisti contemporanei attorno ad un tema solo in apparenza quotidiano. Il progetto guarda allo spazio domestico come ad un archivio emotivo, un luogo in cui oggetti, superfici e gesti minimi diventano depositi di memoria, trasformando l’esperienza privata in materia visiva. Il percorso espositivo muove dall’idea che la casa non sia uno spazio neutro, ma un ambiente attraversato da stratificazioni temporali. Gli artisti coinvolti interrogano ciò che resta delle esperienze vissute, non come ricordo lineare ma come residuo, frammento, traccia. Tessuti, corpi, immagini e forme evocano storie personali che si deformano nel tempo, oscillando tra intimità e costruzione simbolica. Le opere esposte adottano linguaggi diversi, dalla pittura alla scultura fino a pratiche ibride che sfuggono ad una classificazione netta. In ciascun lavoro, il domestico è trattato come un campo instabile, in cui il familiare perde la propria funzione originaria per assumere un valore narrativo. Oggetti comuni e situazioni ordinarie vengono isolati, reiterati o trasformati, rivelando la loro capacità di condensare emozioni, assenze e legami. Nel dialogo tra i lavori emerge una riflessione condivisa sul modo in cui il passato continui a manifestarsi nel presente attraverso segni minimi. La memoria non è evocata come nostalgia, ma come processo attivo, fatto di rimozioni, riscritture e sovrapposizioni. Il titolo Domestic Relics allude proprio a questa dimensione: reliquie senza monumentalità, tracce che non pretendono di fissare una verità, ma di suggerire una continuità fragile tra ciò che è stato e ciò che resta.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel London