Un raggio di luce attraversa il buio e cambia il corso della storia. È l'istante sospeso dell'Annunciazione di Artemisia Gentileschi, protagonista di Capolavoro per Milano 2026, l'iniziativa che ogni anno porta in città un grande capolavoro della pittura italiana. Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini accoglie una delle opere più intense dell'artista, eccezionalmente prestata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte. Dipinta nel 1630, poco dopo l'arrivo di Artemisia a Napoli, la tela segna l'inizio della sua piena maturità artistica. In un Seicento dominato dagli uomini, la pittrice conquistò fama internazionale grazie ad una pittura di straordinaria forza narrativa. Qui il linguaggio di Caravaggio incontra l'eleganza veneziana e la sensibilità dei grandi Maestri europei: la luce irrompe dalle nuvole, i panneggi sembrano muoversi, i gesti trattenuti dei protagonisti trasformano il racconto sacro in un'intensa esperienza umana. La mostra offre inoltre uno sguardo inedito sul processo creativo dell'artista: grazie a sofisticate indagini diagnostiche non invasive, il pubblico potrà scoprire dettagli nascosti della tecnica pittorica e dei materiali impiegati da Artemisia. Un'occasione rara per avvicinarsi non solo ad un capolavoro del Barocco, ma anche al talento di una delle artiste più rivoluzionarie della storia dell'arte.
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