Duchamp e Sturtevant: l’arte oltre l’originale

Duchamp e Sturtevant: l’arte oltre l’originale
#Exhibitions
Irving Penn, Marcel Duchamp, New York, 1948 | © The Irving Penn Foundation / Sturtevant, Portrait of Sturtevant | © Sturtevant Estate | Published in Frog Magazine, April 2012 | Foto: L. Muzzey | Courtesy Thaddaeus Ropac Gallery London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul

Ci sono artisti che cambiano il modo di vedere; altri, il modo di pensare. L’incontro tra Marcel Duchamp e Sturtevant appartiene ad entrambe le categorie, e la mostra milanese ne mette in scena un dialogo sorprendentemente attuale. Duchamp, figura chiave del Novecento, ha rivoluzionato l’arte con i suoi ready-made: oggetti comuni elevati a opere attraverso una scelta concettuale. Con questo gesto, ha spostato l’attenzione dall’immagine all’idea, aprendo una nuova possibilità per l’arte. Decenni dopo, Sturtevant riprende quel gesto e lo radicalizza. Le sue “ripetizioni” di opere celebri, tra cui la Fountain, non sono copie, ma strumenti critici: interrogano su cosa significhi davvero originalità e come un’opera diventi icona. La mostra costruisce così un confronto serrato tra oggetti e riflessioni, dove ogni lavoro sembra rispondere all’altro. Dai dispositivi ottici alle allusioni erotiche, fino alle opere che mettono in discussione l’autorialità, emerge un terreno comune: l’arte come spazio di pensiero. In un’epoca segnata dalla riproducibilità digitale e dall’intelligenza artificiale, questo dialogo appare più che mai attuale. Non una lezione di storia, ma un invito a guardare oltre l’immagine e ad interrogarsi su cosa renda davvero un’opera, tale.
Viola Canova - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano