Luogo: Thaddaeus Ropac Milano | Palazzo Belgioioso
Indirizzo: Piazza Belgioioso 2
Ci sono artisti che cambiano il modo di vedere; altri, il modo di pensare. L’incontro tra Marcel Duchamp e Sturtevant appartiene ad entrambe le categorie, e la mostra milanese ne mette in scena un dialogo sorprendentemente attuale. Duchamp, figura chiave del Novecento, ha rivoluzionato l’arte con i suoi ready-made: oggetti comuni elevati a opere attraverso una scelta concettuale. Con questo gesto, ha spostato l’attenzione dall’immagine all’idea, aprendo una nuova possibilità per l’arte. Decenni dopo, Sturtevant riprende quel gesto e lo radicalizza. Le sue “ripetizioni” di opere celebri, tra cui la Fountain, non sono copie, ma strumenti critici: interrogano su cosa significhi davvero originalità e come un’opera diventi icona. La mostra costruisce così un confronto serrato tra oggetti e riflessioni, dove ogni lavoro sembra rispondere all’altro. Dai dispositivi ottici alle allusioni erotiche, fino alle opere che mettono in discussione l’autorialità, emerge un terreno comune: l’arte come spazio di pensiero. In un’epoca segnata dalla riproducibilità digitale e dall’intelligenza artificiale, questo dialogo appare più che mai attuale. Non una lezione di storia, ma un invito a guardare oltre l’immagine e ad interrogarsi su cosa renda davvero un’opera, tale.
Milano Cortina 2026: lo spettacolo delle Paralimpiadi Invernali
Sei discipline, 79 gare e un evento diffuso tra diverse regioni daranno vita ad un grande appuntamento sportivo all’insegna dell’inclusione, con Milano protagonista per il Para Ice Hockey e il Villaggio Paralimpico.
Il corpo come rifugio e resistenza: l’universo di Benni Bosetto
Attraverso ambienti immersivi e narrazioni stratificate, l’artista propone una visione intima e radicale che invita a rallentare, abitare il tempo e reinventare l’identità fuori dalle convenzioni.