Una grande mostra a Londra racconta il rapporto di Peter Paul Rubens con le donne. Icone di bellezza, muse ispiratrici, rappresentazione di eleganza e di bellezza, le donne sono uno dei soggetti centrali nell’arte del grande pittore fiammingo che visse a cavallo tra il millecinquecento e il milleseicento. Oltre 40 dipinti e disegni insieme a materiale d’archivio raccontano i modi essenziali in cui i rapporti di Rubens con le donne hanno nutrito la sua creatività e la sua carriera artistica - dal ruolo svolto dalle donne mecenate e dai membri della famiglia alla sua profonda fede, convinzioni artistiche e grandi amori. La mostra si aprirà con una sorprendente serie di ritratti di donne eleganti, d'élite e potenti, accanto alle rappresentazioni intime delle sue due mogli, Isabella Brant e Helena Fourment, e della figlia maggiore, Clara Serena. La mostra sottolineerà come le donne nell'arte di Rubens non fossero semplicemente oggetti passivi da osservare, ma agenti attivi del proprio destino, e un potente finale della mostra includerà dipinti di grandi dimensioni di eroiche donne mitologiche con punti salienti tra cui La nascita della Via Lattea (1636-1638) dal Museo del Prado di Madrid, in mostra nel Regno Unito per la prima volta, Diana che ritorna dalla caccia (1615 circa) dalle Staatliche Kunstsammlungen Dresden e Venere, Marte e Cupido della Dulwich Picture Gallery (1614 circa).
La prima grande retrospettiva in oltre cinquant'anni dedicata a Richard Dadd, uno degli artisti più enigmatici dell'età vittoriana che invita a guardare oltre la biografia per riscoprire la forza visionaria della sua pittura. Circa cento opere ripercorrono una carriera segnata da talento straordinario, viaggi, malattia mentale e oltre quarant'anni trascorsi in istituti psichiatrici.
Punk to Pop, quando l'underground diventò cultura di massa
Dal glam rock dei Settanta al pop elettronico degli Ottanta, Punk to Pop attraversa tredici anni di cultura britannica. Circa 300 oggetti raccontano l'intreccio tra musica, moda, grafica e nuove tecnologie. Dai Sex Pistols agli Eurythmics, dalle scene underground alla cultura pop globale.
A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, il British Museum racconta la nascita degli Stati Uniti da una prospettiva inedita. Una mostra che affianca ai Padri Fondatori la Corona britannica e le nazioni indigene, restituendo tutta la complessità di un evento che ha cambiato la storia.