Indirizzo: 224-238 Kensington High Street, London W8 6AG
Il Design Museum di Londra presenta la prima retrospettiva dedicata al designer giapponese Nigo, una ricognizione su un metodo che ha trasformato il modo in cui i marchi dialogano con la cultura contemporanea. Nigo emerge negli anni Novanta nella Tokyo di Harajuku, quando fonda A Bathing Ape. In un contesto segnato dall’eco dell’occupazione americana e dall’assimilazione di immaginari occidentali, il designer costruisce un lessico che intreccia vintage americano, grafica pop, hip hop e memoria giapponese. La sua intuizione non riguarda solo l’estetica, ma la struttura stessa del desiderio: tirature limitate, collaborazioni impreviste, oggetti pensati per essere collezionati prima ancora che indossati. È in questo meccanismo che prende forma quella che verrà definita hype culture. Il percorso espositivo, che riunisce oltre settecento oggetti provenienti in larga parte dall’archivio personale del designer, si apre con la ricostruzione della sua camera adolescenziale. Giocattoli, dischi, poster, capi vintage raccontano un collezionismo precoce che diventa disciplina progettuale. La cultura americana filtrata dal Giappone degli anni Ottanta non è semplice citazione nostalgica, ma archivio vivo da cui attingere forme e simboli. Negli anni Duemila Nigo amplia il proprio raggio d’azione. Fonda Billionaire Boys Club con Pharrell Williams, intrecciando definitivamente moda e musica, e sviluppa Human Made, marchio che esplicita il motto The Future is in the Past. La tensione tra passato e presente attraversa anche il suo lavoro come direttore artistico di Kenzo, dove rilegge l’archivio storico della maison parigina in chiave contemporanea, senza rinunciare alla componente grafica e pop che lo contraddistingue. La retrospettiva restituisce così il profilo di un autore che ha trasformato il concetto di collaborazione in infrastruttura culturale, anticipando dinamiche oggi centrali nell’industria creativa. Più che raccontare una carriera, la mostra osserva la costruzione di un ecosistema in cui moda, musica, design e memoria visiva si contaminano senza gerarchie.
La Royal Albert Hall dedica due concerti alle colonne sonore di John Williams, eseguite dalla Royal Philharmonic Orchestra. Da Lo squalo a Star Wars, da Indiana Jones a Harry Potter, oltre mezzo secolo di musica per il cinema. Un repertorio che ha accompagnato la storia del blockbuster e trovato una seconda vita nelle sale da concerto.
Punk to Pop, quando l'underground diventò cultura di massa
Dal glam rock dei Settanta al pop elettronico degli Ottanta, Punk to Pop attraversa tredici anni di cultura britannica. Circa 300 oggetti raccontano l'intreccio tra musica, moda, grafica e nuove tecnologie. Dai Sex Pistols agli Eurythmics, dalle scene underground alla cultura pop globale.
A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, il British Museum racconta la nascita degli Stati Uniti da una prospettiva inedita. Una mostra che affianca ai Padri Fondatori la Corona britannica e le nazioni indigene, restituendo tutta la complessità di un evento che ha cambiato la storia.
Louis Fratino arriva a Londra con la sua prima personale nel Regno Unito, presentata da David Zwirner. Corpi, interni domestici e gesti quotidiani compongono una pittura costruita tra esperienza personale e storia dell’arte. La mostra riunisce esclusivamente nuove opere dell’artista americano, già protagonista della Biennale di Venezia 2024.