Il 7 settembre 1931 il Cinema Granada viene inaugurato nel cuore di Wandsworth. A esibirsi, quella prima sera, furono i trombettieri di The Life Guards e Alex Taylor all’organo Wurlitzer. Per l’apertura furono trasmessi il film Monte Carlo e il cortometraggio Two Crowded Hours diretto da Michael Powell. Fino al 1934, a completare la programmazione in questo gioiello Art Déco nel cuore di Londra, contribuivano una serie di spettacoli teatrali e musicali, e persino un piccolo circo con elefanti veri. C'era anche un caffè situato all'ingresso, che offriva una magnifica vista sul foyer. Il Granada vantava persino una cucina "elettrica", un parcheggio con 250 posti auto e un parco carrozzine per mamme con bambini. L’edificio che accoglieva quello che ancora oggi è considerato il cinema più spettacolare della Gran Bretagna, è frutto di un progetto dell'architetto cinematografico e teatrale Cecil Aubrey Masey per Sidney Bernstein. L'interno, invece, rifletteva tutta la creatività del designer teatrale russo Theodore Komisarjevsky. Da Jerry Lee Lewis a Frank Sinatra, dai Rolling Stones ai Beatles, furono tanti e illustri gli artisti accolti sul palco del Granada. Gli ultimi a suonare, il 28 aprile 1968, furono i Bee Gees. Poi, negli anni Sessanta, iniziò il declino. Venne definitivamente chiuso il 10 novembre 1973. Rimasto inutilizzato per quasi tre anni, l’edificio riaprì i battenti il 14 ottobre 1976 con il nome di Granada Bingo Club, Tooting.
Una grande retrospettiva alla Tate Modern ripercorre oltre sessant’anni di ricerca di Julio Le Parc, tra luce, movimento e partecipazione attiva dello spettatore.
Una mostra in cui i nuovi dipinti e i film di Sarah Morris esaminano le architetture del potere e le strutture invisibili che danno forma alle metropoli contemporanee.
La Royal Academy di Londra dedica una grande retrospettiva a Michaelina Wautier, pittrice fiamminga del Seicento a lungo rimasta ai margini della storia dell’arte. Ritratti, scene mitologiche e allegorie raccontano un talento capace di muoversi con piena autonomia tra i generi. Una mostra che rilegge il Barocco da un punto di vista inatteso e rigoroso.