Il Turner Prize Lubaina Himid torna alla Tate Modern con un allestimento di impatto potente, pensato per portare gli spettatori al centro della scena e dietro le quinte dell’arte. Sempre più quotata nelle fiere internazionali e protagonista del panorama espositivo degli ultimi anni con importanti mostre nel Regno Unito, in Europa e negli USA, Himid è nota per l’approccio innovativo alla pittura e all’impegno sociale. Al cuore della sua ricerca c’è il desiderio di offrire finalmente un degno riconoscimento al “contributo dato dai neri alla vita culturale europea negli ultimi cento anni”, con particolare riguardo verso la sfera femminile. Per l’energia con cui ha perseguito questi obiettivi in campo artistico, nel 2018 è stata insignita del titolo onorifico di CBE (Commander of the Order of the British Empire) da Sua Maestà Elisabetta II. I suoi lavori - dipinti, disegni, stampe, installazioni - affrontano in modo esuberante e fantasioso temi come le questioni coloniali o la persistenza del razzismo, esplorando il passato alla ricerca di storie dimenticate e portando alla luce aspetti invisibili della vita quotidiana contemporanea. Ai visitatori della Tate Modern Himid svela opere inedite e momenti salienti di una carriera lunga 30 anni, iniziata come scenografa e maturata negli anni Ottanta tra le fila del British Black Arts Movement. Da ripercorrere scena dopo scena, come a teatro.
Alla Royal Albert Hall il 4 e 5 aprile 2026 il film Interstellar torna sul grande schermo con la colonna sonora di Hans Zimmer eseguita dal vivo, trasformando la proiezione in un’esperienza sinfonica immersiva.
Alla Saatchi Gallery una mostra collettiva indaga lo spazio domestico come archivio emotivo. Oggetti, frammenti e gesti quotidiani diventano tracce di memoria e trasformazione. Un percorso sobrio che riflette sul rapporto tra intimità e narrazione contemporanea.
Una grande retrospettiva alla Tate Modern ripercorre oltre sessant’anni di ricerca di Julio Le Parc, tra luce, movimento e partecipazione attiva dello spettatore.
La Royal Academy di Londra dedica una grande retrospettiva a Michaelina Wautier, pittrice fiamminga del Seicento a lungo rimasta ai margini della storia dell’arte. Ritratti, scene mitologiche e allegorie raccontano un talento capace di muoversi con piena autonomia tra i generi. Una mostra che rilegge il Barocco da un punto di vista inatteso e rigoroso.