Auguste Renoir, <em>Dance at Le Moulin de la Galette</em>, 1876, Musée d'Orsay, Paris | Courtesy RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt / Distributed by AMF
La National Gallery di Londra annuncia per l’autunno 2026 una grande retrospettiva dedicata a Pierre-Auguste Renoir, un progetto che riporta al centro dell’attenzione britannica uno degli artisti più popolari e controversi dell’Impressionismo. Intitolata Renoir and Love, la mostra aprirà il 3 ottobre 2026 e resterà visitabile fino al 31 gennaio 2027, riunendo oltre cinquanta opere provenienti da musei e collezioni private di Europa e Stati Uniti. È un appuntamento che arriva a vent’anni dall’ultima rassegna di simile ampiezza nel Regno Unito e che ambisce a rileggere Renoir attraverso una lente precisa: quella dell’amore nelle sue molteplici forme, dal sentimento romantico alla seduzione, dall’amicizia alla complicità familiare. L’asse scelto dai curatori guidati da Christopher Riopelle si concentra sulle relazioni umane come chiave d’accesso al mondo di Renoir. Ne emerge un artista interessato meno alla dimensione idilliaca che alla vitalità sociale della Parigi fin-de-siècle: i caffè, i teatri, la danza, le conversazioni fugaci, le compagnie maschili, i momenti domestici illuminati da una luce che non è solo pittorica, ma anche emotiva. La presenza eccezionale del Bal au Moulin de la Galette, mai esposto finora nel Regno Unito, orienta in modo decisivo la narrazione della mostra, restituendo la densità umana e affettiva di un’opera diventata simbolo dell’Impressionismo. Accanto ad essa, lavori come The Umbrellas permettono di seguire il passaggio dell’artista verso una pittura più strutturata negli anni Ottanta dell’Ottocento, quando l’immediatezza luminosa lascia spazio a costruzioni più solide senza rinunciare al nucleo emotivo che caratterizza tutta la sua produzione. La retrospettiva è organizzata in collaborazione con il Musée d’Orsay di Parigi e il Museum of Fine Arts di Boston e si avvale di prestiti di grande peso, dalle istituzioni europee fino ai musei americani che custodiscono alcune delle tele più significative del periodo. Il percorso non punta ad un’esaltazione celebrativa, ma a restituire complessità: Renoir appare qui come un interprete attento della modernità sociale, capace di trasformare la vita quotidiana in una grammatica dell’affetto. La mostra londinese sarà preceduta dalla tappa parigina al Musée d’Orsay e proseguirà, nel 2027, a Boston, in una circolazione internazionale che sottolinea la volontà di riaprire il dossier Renoir e le sue molte leggere e profonde declinazioni del sentimento umano.
Una mostra dedicata a Kandinsky e agli artisti dell'Espressionismo tedesco che intende raccontare “una storia alternativa della modernità”, diversa da quella centrata sulla tradizione francese che ha dominato gran parte della narrazione sull’arte moderna europea.
La celebre rock opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice torna nel West End con una nuova produzione. Sam Ryder interpreta Gesù, mentre Boy George veste i panni di Erode in uno dei musical più influenti degli ultimi cinquant'anni. Un classico che continua a unire racconto biblico, rock e teatro contemporaneo.
Con Art Now, la Tate Britain presenta il lavoro di Mohammed Z. Rahman, tra le voci emergenti dell'arte britannica. Dipinti di interni domestici e scene di vita quotidiana diventano una riflessione su identità, migrazione e senso di appartenenza.
Es Devlin, dietro le quinte delle immagini del nostro tempo
Dal teatro alle Olimpiadi, dai concerti alle installazioni pubbliche, Es Devlin ha contribuito a definire l'immaginario visivo degli ultimi decenni. Una grande mostra al Design Museum di Londra ripercorre il lavoro della scenografa e designer britannica attraverso modelli, schizzi e progetti inediti.