Quando divenne membro della Royal Academy Schools, Turner aveva 14 anni ed era già era noto al pubblico grazie a suo padre. William Gayone Turner, barbiere e fabbricante di parrucche, era talmente orgoglioso del figlio da esporne e venderne le opere nel suo salone di Covent Garden. Per la sua prima presentazione alla Summer Exhibition nel 1790, il pittore aveva scelto il suo primo olio su tela, un turbolento paesaggio marino. Pescatori in mare affascinava per la drammatica luce sprigionata dalla luna e per un grande virtuosismo che dava la mirabile illusione che le barche galleggiassero sospinte dal moto ondoso dell'acqua. In seguito il Maestro che elevò la pittura paesaggistica ad un livello tale da farla competere con quella storica, avrebbe presentato i suoi dipinti alla Royal Academy of Art per tutta la vita, contendendosi con Constable la supremazia del paesaggio. Turner sfruttava spesso il giorno del vernissage e vedeva nella possibilità di aggiungere gli ultimi ritocchi al proprio lavoro, un'opportunità per trasformare le sue tele di fronte a un pubblico entusiasta.
Alla Royal Albert Hall il 4 e 5 aprile 2026 il film Interstellar torna sul grande schermo con la colonna sonora di Hans Zimmer eseguita dal vivo, trasformando la proiezione in un’esperienza sinfonica immersiva.
La mostra del British Museum ripercorre oltre mille anni di storia dei samurai, andando oltre l’immagine stereotipata del guerriero. Oggetti, armature e opere d’arte raccontano l’evoluzione di una classe che da élite militare diventa protagonista della vita politica e culturale del Giappone. Un percorso critico che analizza anche la costruzione moderna del mito dei samurai.
La Royal Academy di Londra dedica una grande retrospettiva a Michaelina Wautier, pittrice fiamminga del Seicento a lungo rimasta ai margini della storia dell’arte. Ritratti, scene mitologiche e allegorie raccontano un talento capace di muoversi con piena autonomia tra i generi. Una mostra che rilegge il Barocco da un punto di vista inatteso e rigoroso.
Una grande retrospettiva alla Tate Modern ripercorre oltre sessant’anni di ricerca di Julio Le Parc, tra luce, movimento e partecipazione attiva dello spettatore.