L’isola delle realtà multiple

L’isola delle realtà multiple
#Exhibitions
Hito Steyerl, Image CC 4.0 | Courtesy Hito Steyerl, Andrew Kreps Gallery, New York and Esther Schipper, Berlin/Paris/Seoul

Il tempo si sdoppia: da una parte il junk time - accelerazioni, loop e stanchezza prodotti da tecnologia e capitalismo - dall’altra i tempi profondi, neolitici e subacquei, che scorrono fuori dal nostro spettro. In questa frattura prende forma The Island di Hito Steyerl, un racconto visivo che usa fantascienza e logiche della fisica quantistica per riordinare spazio e narrazione. Il progetto intreccia quattro traiettorie - Lucciole, The Artificial Island, The Birth of Science Fiction, Flash! - spaziando dai microorganismi alle galassie, dalla poesia alla cultura pop, fino ai contenuti a bassa definizione generati dall’IA. Al centro, un nuovo film si dilata in installazione: sculture, strutture e videointerviste costruiscono un arcipelago di passaggi dimensionali in cui dati e finzione si contaminano. L’innesco teorico è un aneddoto di Darko Suvin: nell’emergenza, immaginare “altri mondi” diventa una tecnica di sopravvivenza. Steyerl la traduce in esperienza: l’inondazione come motivo ricorrente, le derive autoritarie spinte dall’IA, la pressione politica sulla scienza, la crisi climatica. Il risultato è un dispositivo di straniamento che non chiede di credere alla fantascienza, ma di usarla come strumento critico per vedere, simultaneamente, più realtà possibili.
Viola Canova - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano