Amor Vincit Omnia

Amor Vincit Omnia
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Michelangelo Merisi da Caravaggio, Amor Vincit Omnia, 1602-1603 | Courtesy © Gemäldegalerie, Berlino

Nella quiete raccolta della Wallace Collection di Londra prende forma un incontro sorprendente tra sensualità e potere, tra arte antica e provocazione barocca. Con la mostra Caravaggio’s Cupid, per la prima volta nel Regno Unito viene esposto il celebre Cupido Vittorioso, noto anche come Amor Vincit Omnia, prestito eccezionale dalla Gemäldegalerie di Berlino. Il dipinto è presentato accanto a due sculture romane provenienti anch’esse dalla collezione del marchese Vincenzo Giustiniani, raffinato mecenate e committente dell’opera. L’allestimento ricrea idealmente l’atmosfera del palazzo romano dove, all’inizio del Seicento, pittura e scultura dialogavano in un gioco sofisticato di emulazione e confronto. Nel quadro, il giovane Cupido appare in una posa audace e disarmante: nudo, alato, circondato da strumenti musicali, armi e oggetti di sapere che giacciono ai suoi piedi. È un’allegoria del potere universale dell’amore, tratto dal verso virgiliano “Omnia vincit amor”. Ma il suo sguardo diretto e la sua fisicità quasi tangibile rendono l’immagine più umana che divina, sospesa tra innocenza e seduzione. La mostra riapre anche il tema del paragone tra pittura e scultura, questione centrale nella Roma del Seicento. In questo dialogo, Caravaggio sfida la tridimensionalità della materia con la forza del chiaroscuro, dimostrando che la pittura può possedere lo stesso vigore plastico e la stessa presenza di una scultura.
Veronica Azzari - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel London