Il mondo di Wallace & Gromit arriva alla Young V&A di Londra con una mostra che apre al pubblico il laboratorio creativo di uno degli studi di animazione più riconoscibili al mondo. Fondata a Bristol negli anni Settanta, Aardman ha costruito un immaginario inconfondibile fatto di plastilina, stop motion e umorismo britannico, dando vita a personaggi entrati nella cultura popolare come Wallace & Gromit, Shaun the Sheep e i protagonisti di Chicken Run. L’esposizione mette al centro il processo, più che il risultato finale. Modelli originali, pupazzi, set, storyboard e materiali di produzione raccontano come nascono i film e le serie dello studio, mostrando il lavoro artigianale che sostiene ogni gesto apparentemente semplice dei personaggi. La mostra insiste sulla manualità, sul tempo e sulla precisione necessari alla stop motion, rivelando un equilibrio costante tra invenzione visiva e disciplina tecnica. Pensata per un pubblico trasversale, Inside Aardman dialoga in modo naturale con la vocazione della Young V&A, museo dedicato alla creatività, al design e all’infanzia. L’ironia e la leggerezza dei personaggi convivono con una riflessione più ampia sull’animazione come forma d’arte e come linguaggio narrativo capace di attraversare generazioni diverse senza perdere complessità.
Dal 1° ottobre 2026 il British Museum dedica una grande mostra alla Corea, la prima in oltre quarant'anni. Attraverso oltre duemila anni di storia, l'esposizione riunisce tesori provenienti dai principali musei coreani e dalla celebre Collezione Lee Kun-hee. Un viaggio che attraversa antiche corone d'oro, ceramiche, dipinti buddhisti e arte contemporanea.
Sedici secoli di storia di una città, con due nomi - Costantinopoli e Istanbul - capitale prima dell'Impero bizantino e poi di quello ottomano. Oltre 200 opere ripercorrono la trasformazione di una delle città più influenti del Mediterraneo attraverso arte, architettura, religione e vita quotidiana.
Alla National Gallery di Londra, un capolavoro di Thomas Gainsborough incontra la rilettura di Yinka Shonibare. Un dialogo tra Settecento e contemporaneo che riapre il dibattito su potere, identità e memoria coloniale.
La Tate Modern dedica una grande retrospettiva ad Ana Mendieta, artista che ha trasformato il corpo in un luogo di memoria e appartenenza. Oltre cento opere raccontano una ricerca che, tra performance, fotografia e Land Art, continua a dialogare con il presente.