Che cosa distingue una reliquia da un oggetto da collezione? E quando un ricordo legato ad una celebrità assume un valore che va ben oltre il suo significato materiale? Sono alcune delle domande al centro di Holy Pop!, la mostra ospitata da Somerset House a Londra fino al 9 agosto 2026. L'esposizione esplora il rapporto tra pubblico e celebrità attraverso opere d'arte contemporanea, memorabilia, oggetti da collezione e testimonianze dei fan. Più che una mostra sulla cultura pop, il progetto osserva le forme di partecipazione, appartenenza e identificazione che si sviluppano attorno a musicisti, attori, sportivi e personaggi pubblici. Al centro del percorso ci sono gli oggetti. Costumi di scena, fotografie, strumenti musicali, autografi e souvenir diventano strumenti attraverso cui raccontare il legame emotivo tra le persone e le figure che ammirano. Un fenomeno che negli ultimi decenni si è amplificato con la diffusione dei social media, capaci di creare una sensazione di vicinanza continua tra celebrità e pubblico. La mostra guarda anche alla dimensione collettiva del fenomeno. Concerti, raduni, convention ed eventi pubblici diventano occasioni di incontro e condivisione, contribuendo alla formazione di comunità che spesso si riconoscono attorno a simboli, immagini e riferimenti comuni. Attraverso il linguaggio dell'arte contemporanea, Holy Pop! propone una riflessione su uno degli aspetti più visibili della cultura contemporanea: il modo in cui costruiamo miti, attribuiamo valore agli oggetti e trasformiamo alcune figure pubbliche in punti di riferimento capaci di aggregare milioni di persone. Più che concentrarsi sulle singole celebrità, la mostra osserva il fenomeno nel suo insieme, raccontando come la fama, il collezionismo e il desiderio di appartenenza abbiano assunto nuove forme nell'era digitale.
Una mostra dedicata a Kandinsky e agli artisti dell'Espressionismo tedesco che intende raccontare “una storia alternativa della modernità”, diversa da quella centrata sulla tradizione francese che ha dominato gran parte della narrazione sull’arte moderna europea.
La prima grande retrospettiva in oltre cinquant'anni dedicata a Richard Dadd, uno degli artisti più enigmatici dell'età vittoriana che invita a guardare oltre la biografia per riscoprire la forza visionaria della sua pittura. Circa cento opere ripercorrono una carriera segnata da talento straordinario, viaggi, malattia mentale e oltre quarant'anni trascorsi in istituti psichiatrici.
L’esposizione dedicata a Claude Monet alla Tate Modern riunisce opere provenienti da collezioni internazionali per analizzare il rapporto dell’artista con il tempo, la luce e la trasformazione del mondo moderno.