Jimmy Robert, artista multidisciplinare nato in Guadalupa nel 1975 e attualmente residente tra Parigi e Berlino, lavora da oltre vent’anni sul confine tra immagine e corpo, memoria e forma. La sua pratica unisce performance, fotografia, film e collage, con un interesse costante per la relazione tra materiale, gesto e rappresentazione. Attraverso la manipolazione di superfici fotografiche e strutture scultoree, esplora il corpo come soggetto e oggetto dell’atto artistico, spesso in relazione a temi di identità, genere, razza e appartenenza. Ha esposto in importanti istituzioni europee e americane, tra cui Tate Britain e MoMA, e ha tenuto una personale itinerante in diversi musei, affermandosi come una delle voci più originali dell’arte contemporanea che lavora sull’intersezione tra linguaggio visivo e performativo. La sua nuova mostra, dal titolo The Erotics of Passage, è allestita alla Thomas Dane Gallery di Londra dal 6 giugno al 2 agosto 2025. Si tratta del suo secondo progetto personale con la galleria, ma il primo presentato nella sede londinese. L’esposizione raccoglie una serie di lavori recenti che indagano il rapporto tra fotografia e scultura, tra immagine e oggetto, attraverso una serie di installazioni che utilizzano fotografie stampate, piegate, drappeggiate e sospese su strutture lignee costruite dall’artista. Le opere, lontane dalla tradizionale concezione della fotografia come superficie piatta e trasparente, si presentano come presenze tridimensionali, instabili e vulnerabili. Le strutture, talvolta annerite o parzialmente distrutte, amplificano il senso di fragilità e impermanenza. Le immagini fotografiche, spesso tratte da archivi personali o familiari, assumono un carattere spettrale e delicato, diventando frammenti di memoria sospesi nel tempo. Un elemento ricorrente è la camicia bianca, col colletto aperto: simbolo ambivalente che può evocare disciplina, travestimento, eleganza o quotidianità, si carica di significati mutevoli secondo il contesto in cui appare. Questo oggetto semplice e neutro diventa un dispositivo attraverso cui esplorare il corpo e la sua rappresentazione. Lungo il percorso espositivo si incontrano testi scritti da Elvan Zabunyan, storica dell’arte con cui Robert ha collaborato, che affiancano le opere come controcanto teorico e poetico, aprendo riflessioni sul ricordo come gesto performativo. Il titolo della mostra è ispirato ad un saggio di James S. Williams su Marguerite Duras, in cui l’atto del ricordare è descritto come un processo fisico e immaginario, attraversato da desiderio, perdita e trasformazione. Con The Erotics of Passage, Jimmy Robert costruisce un’esperienza sensibile e stratificata, dove l’immagine non è mai solo ciò che appare ma anche ciò che manca, si piega, si nasconde, si disfa. In un’epoca dominata dall’immagine digitale e dalla produzione incessante di contenuti visivi, la sua ricerca invita a rallentare, a soffermarsi sulla materia dell’immagine stessa e sulla sua capacità di evocare presenze fragili, intime, collettive.
Veronica Azzari - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel London