Indirizzo: Queen Elizabeth Olympic Park, Stratford, Parkes Street, London E20 3AX
The Music is Black inaugura il nuovo V&A East di Londra il 18 aprile con una mostra che assume fin dall’apertura un valore dichiaratamente programmatico. Primo grande progetto espositivo del museo, The Music is Black: A British Story affronta una storia a lungo rimasta ai margini del racconto istituzionale, mostrando come la musica nera britannica abbia plasmato in profondità la cultura del Regno Unito e avuto un impatto globale duraturo. Il percorso copre 125 anni di musica nera in Gran Bretagna, dal jazz delle prime comunità del Novecento al reggae, dal 2 Tone alla drum and bass, fino a trip hop, UK garage, grime e alle scene contemporanee. Attraverso materiali d’archivio, oggetti, opere e installazioni, la mostra fa emergere storie poco conosciute di pionieri, musicisti internazionali e artisti di oggi, da Sampha a Little Simz, Jorja Smith ed Ezra Collective, intrecciando creatività, industria culturale e contesti sociali e politici. L’esposizione evita una lettura puramente celebrativa e mette in evidenza anche le dimensioni di conflitto, resistenza e resilienza che hanno accompagnato queste pratiche nel tempo. La musica viene raccontata come spazio di eccellenza ma anche come terreno di lotta, capace di generare linguaggi che hanno attraversato classi, generazioni e confini geografici, ridefinendo l’identità culturale britannica. In parallelo alla mostra, il V&A East avvia una partnership con BBC Music e collabora con i partner dell’East Bank per il The Music is Black Festival al Queen Elizabeth Olympic Park. Un programma che rafforza l’idea del museo come luogo aperto alle culture vive e al presente, e che segna l’apertura del V&A East con una presa di posizione curatoriale netta, affidando alla musica il compito di raccontare una storia culturale finalmente visibile.
Una mostra in cui i nuovi dipinti e i film di Sarah Morris esaminano le architetture del potere e le strutture invisibili che danno forma alle metropoli contemporanee.
Una retrospettiva al Barbican ripercorre il lavoro di Robert Ryman tra anni Cinquanta e Duemila. La pittura emerge come esperienza materiale e percettiva, fondata su variazioni minime.
Una grande mostra alla Tate Britain ricostruisce il rapporto tra arte, moda, fotografia e cultura britannica negli anni Novanta. L’esposizione riunirà oltre cento opere, fotografie, abiti, film e oggetti per raccontare un decennio che ha ridefinito l’immagine culturale della Gran Bretagna.